UCRONICA
Sono.
Attorno a me cose che nascono per poter finire.
Costellazioni.
Cerco nei miei archivi l’origine dell’impulso che mi ha spinto ad essere, alla volontà di creare.
Trovo altro nero. Poco importa.
Sono. E quindi creo.
Contrapposto al continuo cessare del tutto l’atto creativo non è scelta ma sopravvivenza.
Estro fletto me stesso seguendo codici che erano già lì, nel mio non essere precedente.
Posso essere immagine, movimento, suono. Parola e concetto, luce e muscolo.
Le possibilità espressive si contagiano, ammalandosi.
Dal languore dell’osmosi nasce un canto nuovo.
Sono un genitore appena nato, sono energia, sono una solitaria moltitudine.
Sono Ucronica, e sono pronto a essere ancora.